Il Gruppo Storico Medievale Antica Turabolis di Terralba, allestisce una mostra di abiti medievali al Centro commerciale Porta Nuova di Oristano.

Tema della mostra sarà il Regno d’Arborea e la sua Regina Eleonora.

VIAGGIO NEL GIUDICATO D’ARBOREA

ELEONORA E LA SUA CORTE

In mostra abiti ricostruiti seconda la moda di epoca medievale.

Abiti femminili e maschili che rappresentano dame e messeri oltre alla presena di un abito da        vescovo e alcuni della regina Eleonora d’Arborea.

L’inaugurazione della mostra si svolgerà sabato 9 agosto alle ore 18.

Per l’occasione, il gruppo sfilerà nelle gallerie del centro commerciale e animerà la mostra.

 

 

 

Lo stendardo del gruppo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Giudicato d’Arborea

Regno d’Arborea è il titolo e il nome di uno Stato medievale sardo (inopportunamente chiamato “Giudicato”d’Arborea” dalla storiografia tradizionale).

Questo Regno, formato storicamente dall’ampia e fertile valle del Tirso e dai monti delle Barbagie di Ollolai, Mandrolisai e Belvì era situato al centro dell’isola e confinava con i regni di Càlari e di Torres.

Quello d’Arborea era uno stato sovrano (che non riconosceva poteri superiori) e perfetto (stipulava accordi internazionali liberamente).

Aveva per capitale Oristano, ed era grande circa 4.832 kmq (quasi il doppio dell’attuale Provincia). Lo abitavano neanche centomila persone fra liberi, servi e religiosi.

Il Regno con lo stemma araldico “parlante” dell’”Albero deradicato, durò ben 520 anni (da circa il 900 al 1420), più a lungo di tutti gli altri regni giudicali isolani (Càlari, Torres e Gallura); e, per questo, ebbe perlomeno,ventitré generazioni di sovrani.

I 4 giudicati nacquero intorno al X secolo d. C.

Il regno era diviso in 13 Curadorias e ognuna di queste comprendeva diversi paesi. Ogni Curadoria era amministrata dal proprio Curadore (un ufficiale responsabile del proprio operato).

La figura più conosciuta di questo periodo è la Regina Eleonora d’Arborea (Giudicessa), particolarmente nota per aver aggiornato e promulgato la Carta de Logu (precedentemente promulgata dal padre Mariano IV d’Arborea), una raccolta di leggi in vigore nel Giudicato ma in seguito estesa a tutta la Sardegna.

La Carta de Logu rimase in vigore fino al 1827.

Una curiosità: Il Falco Eleonorae (in italiano Falco della regina), un rapace ampiamente diffuso nel bacino del mediterraneo, prende il nome dalla sovrana sarda, autrice di un’apposita norma preposta alla sua tutela dal bracconaggio. Stranamente, solo il nome italiano non ricorda Eleonora d’Arborea, mentre in tutte le principali lingue viene chiamato con il suo nome. In francese si chiama Faucon d’Éléonore, in inglese Eleonora’s Falcon, in spagnolo Halcón de Eleonor e anche in tedesco è Eleonorenfalke.

La campagna pubblicitaria della mostra Viaggio nel Giudicato d'Arborea

 

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Dopo tanti anni di assenza, ad Oristano torna un grande evento medievale.

La storia del Giudicato d’Arborea, quella di Eleonora, giudicessa, e suo padre Mariano giudice, torna alla luce e in tutto questo il gruppo medievale Antica Turabolis di Terralba ha un ruolo importante.

“Riprendendo le vecchie collaborazioni”, ha affermato Francesco Obino, direttore della Fondaizone Sartiglia alla conferenza stampa di oggi al teatro San Martino di Oristano, “abbiamo chiesto a Monica Tronci di impersonare Eleonora d’Arborea in questa occasione. Anche per l’impegno che il gruppo Antica Turabolis profonde da tanti anni in ambito rievocativo”.

Con “le vecchie collaborazioni”, Obino intende quelle iniziate durante l’organizzazione della rievocazione storica iniziata alla fine degli anni ’90 e durata ben sette edizioni, quando non esistevano ancora i gruppi medievali strutturati così come sono oggi.

All’epoca Monica, con le sorelle Valeria e Claudia (alla conferenza stampa insieme a lei) curava le danze medievali che rappresentavano uno degli omaggi a Eleonora durante la scena di ratifica della pace del 1388.

Altri omaggi alla giudicessa, erano quelli che ogni gruppo di popolani (uno per ogni curadoria) portava dal proprio paese. Il gruppo di popolani di Terralba era organizzato proprio da Graziella Pau e Gianfranco Tronci, che oggi sono i capigruppo di Antica Turabolis, nonchè i costumisti e organizzatori di tutte le attività.

Sono passati tanti anni da allora e oggi l’esperienza accumulata è davvero tanta e la passione per il medioevo è sempre accesa.

E così sabato si svolgerà ad Oristano il grande evento. La giostra a cavallo, corsa all’anello (antenata della Sartiglia che si corre da circa 600 anni)- E saranno tutti cavalli di razza anglo arabo sarda. una corsa all’anello in perfetto stile medievale con il maestro di campo e tutto il cerimoniale dell’epoca.

Tutto questo dopo che Eleonora (la nostra Monica Tronci) promulgherà, in sardo antico, la Carta de Logu all’arrivo del corteo al campo di gara.

Corteo storico con 11 gruppi medievali da tutta la Sardegna, 30 cavalli. cavalieri, armigeri, nobili, popolani, vescovi e tutti i figuranti di tutte le età.

Il costume di Eleonora (come tutti quelli del gruppo) è stato realizzato come sempre da Graziella Pau e Gianfranco Tronci

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Dopo tanti anni di danza classica e varie incurisoni in altre danze caratteristiche, è stato naturale interessarsi alla danza medievale. E con la collaborazione delle ragazze del gruppo è stato possibile in diverse occasioni realizzare delle semplici danze di ispirazione medievale. E così capita anche di andare in tv ogni tanto. In questo caso eravamo ospiti ma “in casa”. La trasmissione “Di che danza 6?  ideato e curato da Claudia Tronci di Videolina (la tv regionale sarda).

In questa danza ho messo diversi elementi cercando di adattarla alle capacità di tutte, considerando che le ragazze non sono ballerine nella vita di tutti i giorni. Loro mi seguono ogni volta che gli propongo una nuova esperienza. Ci divertiamo smepre tanto.

In questo link il video della danza

Video importato

YouTube Video

Monica Tronci

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Il Gruppo medievale Antica Turabolis ha spesso modo di fare esperienze di vario tipo, oltre ad organizzare e e partecipare alle rievocazioni storiche e quell’anno, il 2007, fu protagoinista di un servizio fotografico molto particolare.

Le foto erano state affidate e me (Monica Tronci) e mia sorella gemella Valeria (blog tuttoquellocheiosono.blog.tiscali.it), che all’epoca ci occupavamo di servizi fotografici e video.

Lo scopo era rendere i luoghi, che erano già belli nella loro natura, ancora più belli. In che modo? Animandoli!

Animarli significava renderli vivi in qualche modo. E noi li rendemmo vivi portando delle persone in abito medievale.

La prima tappa fu il museo. Un museo allestito in un’antica casa di pietra a Mandas “I lollas de is aiaius (le stanze dei nonni). Dove ogni stanza aveva la sua destinazione, così come era in passato nei centri agricoli e non solo.

Fu un’esperienza entusiasmante per chi ci commissionò il lavoro, per noi che lo facemmmo e per i figuranti medievali che sono i protagonisti delle fotografie. Attori per caso in un ambiente antico ed evocativo. E così nacque il museo vivente.

Partimmo dalle stanze interne: la cantinetta, su magasinu de su inu, poi la stanza del telaio che ospita anche l’arcolaio, la cucina, dove le donne inscenano l’atto dello sfornare il pane, con i ruoli ben definiti, e poi altri ambienti esterni. Nel prossimo articolo vi mostrerò le foto degli esterni con i popolani e le foto con i nobili protagonisti

 

Monica Tronci

 

 

 

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